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Cosa Vedere a Marsala

LO STAGNONE

LO STAGNONE

Un’ampia distesa di mare (oltre 2000 ettari), che si estende in una insenatura formata dalla costa e da una lingua di terra che la difende dal mare aperto, con nel mezzo quattro piccole isole leggermente affioranti (Santa Maria, Isola Lunga, Isola Schola,e Mozia): questo è lo Stagnone, ossia quel tratto di mare che da punta d’Alga si estende sino a contrada Birgi- San Teodoro, e che sin dai tempi più remoti fu teatro di contese ma anche di commerci. Certamente esso non esisteva sul finire del paleolitico quando si presume che le isolette di Mozia, Santa Maria, Schola ed Isola Lunga erano attaccate alla terraferma e la condizione geo morfologica della zona era diversa. Ma già nell’età storica lo Stagnone aveva le caratteristiche peculiari che ha oggi e già nel VIII secolo a.C i navigatori fenici lo scoprirono e decisero di fondarvi una stazione di commercio su Mozia.

Da allora lo Stagnone entrò a far parte della storia e godette di un particolare splendore, ad opera della civiltà che fiorì su Mozia. In esso si combatterono battaglie atroci, si scomodarono strateghi e grandi generali come Dionisio.

Oggi l’aspetto più inconfondibile è quello del suo paesaggio rimasto intatto nei suoi elementi naturali ed ecologici. Qui il visitatore non trova solo di arricchire le sue conoscenze culturali sul fantastico mondo dei Fenici, ma ha pure modo di ritrovarsi a contatto con una natura verde e incontaminata , quasi un’oasi di tranquillità . Lungo il litorale dello Stagnone si possono ammirare numerose saline attive. I bacini delimitati per la raccolta del sale, i mucchi di sale bianchi e coperti di tegole rosse, i mulini a vento funzionanti al soffio della tramontana, oltre a formare uno scenario suggestivo, testimoniano una secolare attività che solo negli ultimi anni ha cominciato ad essere parzialmente abbandonata.


MARSALA CITTA' DEL VINO

MARSALA CITTA' DEL VINO

Era il 1770 quando John Woodhouse, figlio di un mercante di Liverpool, capitò per affari nella città Lilibetana e segnò il destino del Marsala. Rimasto ammirato dalle singolari caratteristiche del vino, egli lo esportò in Inghilterra e in seguito in tutto il mondo.
I profitti realizzati dai fratelli Woodhouse crebbero rapidamente, tanto da introdurre il municipio di Marsala a chiedere a Ferdinando IV, re di Napoli di poter imporre il diritto fisso di quattro tari per ettolitro esportato. Nonostante ciò la domanda continuava a crescere. Il Woodhouse, per facilitare l’esportazione del vino con le sue navi, iniziò la costruzione del molo del nuovo porto marsalese.
Lanciata l’industria vinicola dal Woodhouse, perfezionata e affermata per mezzo di Ingham, un altro imprenditore, ad imprimere un’impronta decisiva fu Vincenzo Florio, il quale organizzò l’industria del tonno, comprando inoltre numerose tonnare. Divenuto amico di Ingham, Vincenzo Florio costituì con lui una società di navigazione, le cui navi, adibite al trasporto del vino solcarono gli oceani. Dietro questi tre grandi pionieri dell’industria del vino a Marsala, numerosi altri imprenditori incrementarono l’attività industriale fondando nuovi stabilimenti, che oggi onorano con i loro prodotti la tradizione del Marsala.
Ha una gradazione media di circa 18 gradi ed è considerato uno dei quattro grandi vini da dessert, ed è il primo vino ad aver ottenuto in Italia il riconoscimento DOC nel 1969.A seconda della quantità di zuccheri il Marsala può essere secco, semi secco, dolce e aromatizzato (al caffè, alle mandorle, alla fragola).

EVENTI RELIGIOSI

EVENTI RELIGIOSI

Una sacra manifestazione di origine, addirittura cinquecentesca, che da sempre ha avuto un riscontro positivo nell’animo marsalese, forte di sentimenti religiosi e di slanci folclorici è quella del giovedì santo la quale trae origine dalla liturgia della passione di Gesù. La processione, divisa in sei gruppi, prende il via dalla chiesa di Sant’Anna e si snoda per le vie del centro. Ad essa prendono parte persone del posto che indossando spettacolari abiti risalenti al tempo di Gesù recitano passi della Bibbia. Il personaggio più importante è il Cristo con la Croce commovente nel momento delle cadute.
Altre rappresentazioni minori, ma non meno importanti sono: L’ultima Cena, che si svolge il giorno della Domenica delle Palme e consiste nell’uscita dei dodici Apostoli con Gesù.
Il Venerdì Santo che raccoglie non pochi fedeli e che consiste nell’uscita della Madonna Addolorata dalla Chiesa Madre.
La Festa di San Giovanni il Battista del 24 giugno e della Madonna della Cava del 19 gennaio.

ARTE CULINARIA

ARTE CULINARIA

Numerosi sono i bar e i ristoranti, sia al mare che al centro città dove il turista può gustare le specialità gastronomiche del territorio in particolar modo il pesce, il cous-cous e i dolci e naturalmente bere il vino marsala. 
Un piatto tipico marsalese di origine araba è il Cous Cous. Furono appunto gli arabi a portare sulle tavole trapanasi il COUS COUS.
Oggi il Cous cous è un piatto nazionale per alcuni paesi del Magreb (Africa del Nord) molto diffuso in tutto il mondo arabo musulmano.
In Palestina,Giordania e Libano è dato il nome di Maftoul.
In questi luoghi è un prodotto pregiato e differente dal cous cous più tradizionale per il processo di lavorazione,tutto artigianale. Questo cous cous è a base di grano integrale e di frumento spezzettato boulgor (una varietà di grano tra le più pregiate).
Il boulgour viene rotolato nella farina di grano e impastato con acqua e sale, fino a diventare granuloso.
Viene poi essiccato al sole per 2-3 giorni .Una volta cotto presenta granuli dal colore scuro e caldo tipico del grano integrale.
Il cous cous è un piatto dalla marcata valenza sociale, intorno al quale si riunisce una famiglia o una comunità; tutti attingono ad un unico grande recipiente, sedendo in cerchio e spesso pregando prima della consumazione. In genere non si utilizzano posate ma pane non lievitato per servirsi. 
Nel "marsalese “ u’cuscusu“accompagnato da un buon vino bianco è presente nelle nostre tavole nelle grandi occasioni, specie nel periodo estivo.
Si può far cuocere in una zuppa di pesce ( aragoste, gamberi, pesce spada, spigole, seppie )con aglio e prezzemolo, con del brodo di carne, o con una zuppa di verdure miste.
PREPARAZIONE
Impastare con acqua e sale 500 grammi (per4 persone) di semola di grano duro.
Far bollire dentro ad uno scolapasta d’acciaio con sotto una pentola d’acqua l’impasto e far cuocere a vapore per 2 ore.
TEMPO LIBERO E SPORT

TEMPO LIBERO E SPORT

Di giorno è possibile visitare musei, chiese e cantine vinicole oppure godersi la giornata trascorrendola in spiaggia. Notevole è infatti la presenza di stabilimenti balneari dove si può usufruire di un servizio di ristorazione completa, di servizio doccia, noleggio sdraio- ombrellone e pedalò. 
Fra le escursioni consigliate negli immediati dintorni, da non dimenticare è quella nell’isola di Mozia, la perla dello Stagnone, facilmente raggiungibile in barca (l’imbarco avviene in Contrada Ettore Infersa).
Al ritorno si può decidere di affittare delle canoe e godersi ancora la natura oppure 
visitare le vicine saline, che offrono uno spettacolo naturale di rara bellezza.
La sera si può passeggiare in centro, assistere agli spettacoli musicali o teatrali organizzati dal Comune, oppure assistere alla proiezione di film della stagione presso il Complesso Monumentale San Pietro, visitare bar e pub.
Se la temperatura è alta si può godere di un po’ di ristoro raggiungendo le spiagge, dove si balla fino all’alba. 
 

Les marais salants et le moulin

Les marais salants et le moulin

Les salines de la lagune sont situées dans l'ouest de la Sicile, sur la côte qui relie Trapani à Marsala. Un territoire unique face à l’île de Mothia, le long de la célèbre "via del sale", qui offre au visiteur diverses possibilités de visite et de séjour. La visite du moulin de Infersa et du musée avec le chemin multimédia; les expériences et activités à l'intérieur des marais salants "Ettore e Infersa"; la visite de Long Island;
 
 Les salines de la lagune ont été élues "Place du Cœur" par la FAI, remportant ainsi le classement spécial de l'EXPO 2015. Un résultat rendu possible également par les travaux de prospective et de conservation de la société qui gère les salines d'Ettore et Infersa et certains des lieux environnants:
 
le moulin de Infersa (et les deux autres moulins fonctionnant parfaitement), qui abrite le musée avec le chemin multimédia, le centre d'accueil des visiteurs et le magasin de sel;
les solutions salées Ettore et Infersa, encore utilisées aujourd'hui pour la production de sel marin, où vous pourrez expérimenter des expériences uniques, même à l'intérieur des réservoirs;
l’Isola Lunga, solitaire et fascinante, où vous "perdez-vous" dans une nature luxuriante, jusqu’à atteindre un bassin dédié aux plongées régénérantes ou allongé sur la croûte de sel.
Un itinéraire à découvrir, au cœur de la réserve naturelle des îles de Stagnone. Avec la possibilité de participer à la dégustation exclusive "il y a du sel et du sel", une expérience originale et savoureuse.

 
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